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Alcuni anni fa ho cominciato a tenere un diario digitale. L'idea principale era annotare le piccole cose belle che inevitabilmente capitano ogni giorno, se solo sappiamo osservarle. Era una sorta di "diario della gratitudine" che nel tempo si è evoluto in qualcosa di più completo. Quando pensiamo a qualcosa che potrebbe farci stare meglio, spesso ci vengono in mente una vacanza, un cambiamento importante, un obiettivo raggiunto. Molte delle cose che rendono piacevole una giornata, però, sono molto più piccole. Una canzone ascoltata nel momento giusto, un tè, una fotografia, qualche pagina di un libro, una passeggiata. Sono esperienze comuni e proprio per questo tendiamo a dimenticarle facilmente. Succede anche nei periodi in cui siamo più stressati. Cerchiamo qualcosa capace di cambiare davvero la situazione e facciamo più fatica a ricordare quelle piccole cose che, pur senza risolvere il problema, sappiamo che ci fanno stare un po' meglio. C'è una sorta di paradosso della felicità: le fonti di benessere più semplici e accessibili sono spesso proprio quelle che dimentichiamo quando ne avremmo più bisogno. Tendiamo a pensare a qualcosa di grande che dovrebbe accadere in futuro, mentre trascuriamo ciò che è già disponibile nelle nostre giornate. Il mio diario, con il tempo, ha finito per svolgere anche questa funzione: conservare una traccia delle cose semplici che so farmi stare bene, così da non dover contare soltanto sulla memoria. È lo stesso principio che Ness Labs propone con la Joy List: una raccolta personale di piccole fonti di gioia da tenere a portata di mano e utilizzare quando ne sentiamo il bisogno. Può essere una nota sul telefono o un quaderno. L'importante è aggiungere una voce quando ci accorgiamo che qualcosa ci ha fatto bene, senza aspettare di ricordarcene qualche giorno dopo. Se vuoi, qui c'è una piccola app che può fare al caso tuo. La lista può contenere cose molto diverse: una determinata canzone, una poesia, una foto, una breve corsa, una bevanda che ci piace. Non servono attività particolari. Devono essere cose che conosciamo, che funzionano per noi e che possiamo recuperare senza troppe complicazioni. Nei momenti di stanchezza o di stress, invece di dover ricordare cosa potrebbe aiutarci, abbiamo già una piccola raccolta a disposizione. Possiamo aprirla e scegliere qualcosa. Nel tempo alcune voci potranno perdere interesse e altre verranno aggiunte. È una lista personale, quindi ha senso che cambi insieme alle nostre abitudini. Si può anche cominciare in modo molto semplice: per cinque giorni, annotare ogni giorno una cosa che ci ha fatto stare bene. Più che costruire una lista completa, serve ad abituarsi a prestare attenzione a momenti che normalmente passerebbero quasi inosservati. L'idea che trovo interessante è proprio questa: molte piccole fonti di benessere non devono essere cercate lontano. Sono già dentro le nostre giornate. Il rischio è semplicemente quello di non accorgercene abbastanza. Mi sono accorto che tenere un diario mi ha dato esattamente questa sensazione: acquisire consapevolezza di ciò che di bello mi capita. "Se sei felice, facci caso." AREA RISERVATA - Contenuto visibile soltanto agli abbonati via e-mail... |
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