#159 - La lista delle cose fatte - 31 dic 2024


Paolo Sala

31 Dic 2024

La lista delle cose fatte

Molti hanno l’abitudine di creare delle to-do list, io compreso. Pochi invece creano la lista contraria, ovvero la lista delle cose fatte.

Quando l’ansia comincia a fare capolino per il timore di non rispettare le scadenze, comincio a spostare l’attenzione sulla lista delle cose già terminate. Se ci pensi è così facile sostituire l’ansia con la gratificazione semplicemente spostando il focus sulla quantità di cose già fatte, anziché preoccuparsi di quelle ancora da fare.

A volte ingannare la mente è uno stratagemma indispensabile per migliorare la nostra vita.

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Investi nei bisogni, non nei desideri

Troppe volte siamo guidati dal desiderio di avere di più, con il rischio di creare una spirale di insoddisfazione.

Se ti focalizzi sui bisogni, invece, è più facile trovare serenità e pace interiore. Quando smettiamo di inseguire ciò che non è essenziale, scopriamo che la vera ricchezza sta nell’avere poche necessità.

La semplicità ci riporta ad una dimensione più autentica.

“La ricchezza non consiste nell’avere grandi possedimenti, ma nell’avere pochi desideri.” ― Epitteto

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Il potere della gentilezza

La gentilezza ha un potere straordinario sulla vita delle persone, non dimenticarti di praticarla ogni giorno se vuoi creare ambienti armoniosi che diffondono positività.

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L’ispirazione è una conseguenza dell’azione

Aspettare l’ispirazione non aiuta il processo creativo. L’ispirazione si cerca - e si trova - con l’azione. Più agisci e più idee riesci a generare, nella scrittura come in qualsiasi altra forma creativa.

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Clienti buoni e clienti cattivi

Se il cliente ci sceglie, ma noi non lo vogliamo, il rapporto è perdente.

Se siamo noi a scegliere il cliente, ma il cliente non ci vuole, il rapporto è perdente.

Se facciamo in modo che sia il cliente a sceglierci consapevolmente e noi a decidere di lavorare con lui, questo è l’unico rapporto vincente.

I clienti non sono né buoni né cattivi, lo sono soltanto i rapporti che riusciamo a costruire.

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Annota i tuoi pensieri

Gli esseri umani sono creati per agire, non per ricordare. Annota subito le cose importanti, così da poterle dimenticare serenamente.

Tieni la mente libera, ti serve per altro.

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Due anni fa ho cominciato a tenere un diario

Non ricordo esattamente che cosa mi ha spinto a tenere un diario personale, forse il desiderio di crescere come persona, come professionista e, perché no, come scrittore.

Da settembre 2022 ad oggi credo di aver saltato solo un giorno, forse due, perché me ne sono dimenticato. Certo, ci sono giornate che volano via talmente veloci da non riuscire nemmeno ad aprire il diario o l’app sulla quale inizia a scrivere.

COME HO COMINCIATO

Inizialmente avevo scelto Journalistic, davvero bella e minimale come piace a me. Devo dire che è stata determinante nel farmi cominciare perché mi ha mostrato un approccio semplice nel tenere un diario personale, quello dei pensieri annotati sotto forma di brevi elenchi puntati.

Successivamente ho optato per applicazioni più private come Notesnook e Standard Notes. Cominciare un diario scrivendo a ruota libera brevi pensieri, non necessariamente connessi tra loro, è un modo facile ed efficace per farlo diventare un’abitudine.

Ho sempre sostenuto che non c’è un modo giusto e uno sbagliato per il journaling, ma c’è un modo che funziona per me.

Io amo appuntare pensieri anche quando sono in giro, per cui è indispensabile avere un’applicazione sul telefono in grado di riconoscere la mia voce e trasformarla in parole. Per questo motivo ho preferito l’approccio digitale, rispetto a quello tradizionale con carta, penna e calamaio.

Sono appassionato di bella scrittura e calligrafia in generale, ma per il journaling preferisco la tecnologia.

QUAL È LO SCOPO DEL JOURNALING?

A me piace scrivere sul diario principalmente per fissare nella memoria alcuni momenti della mia vita che diversamente finirebbero nel dimenticatoio.

Un aspetto importante per me è proprio quella parte che chiamo “diario della gratitudine”, ovvero annotare alcuni pensieri o fatti che mi succedono per fare sì che si cristallizzino e non diventino un atto dovuto dalla vita nei miei confronti.

La vita non mi deve niente, sono io che devo cercare le cose migliori che mi può dare e in tal senso tenere un diario è un atto efficace.

Nel mio diario ci sono anche appunti di lavoro, qualche scadenza, momenti di vita ordinaria. È anche bello però riuscire a separare totalmente, cosa che io non faccio, la fase più introspettiva e riflessiva da quella di journaling come agenda/diario.

Sono arrivato al punto in cui non rinuncerei al mio diario, perché il journaling può cambiare la tua vita. In meglio.

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